mercoledì 30 dicembre 2009

2009 in Music

Un altro anno si appresta a concludersi e, come da tradizione, fa figo stilare classifiche, tirare somme e sciorinare bilanci positivi o meno di ciò che è accaduto negli ultimi 12 mesi.
Musicalmente parlando, dal mio punto di vista quello che segue ha simboleggiato il 2009 in tutto e per tutto, 20 artisti che hanno scandito quest'annata altalenante, catartica e gratificante:

20) Malika Ayane - "Come Foglie"
Quest'anno il Belpaese ci ha regalato più di una piacevole sorpresa, e la voce di Malika è tra queste, grazie anche al testo scritto da Giuliano Sangiorgi, il tarantolato dei Negramaro.
Scippata dal primo posto nella categoria Giovani a Sanremo, col senno di poi Arisa poteva benissimo restarsene in Basilicata tale Rosalba Pippa.
Premio: Miglior brano sanremese che ha funzionato in classifica.

19) Karima - "Come In Ogni Ora"
Rimanendo in ambito festivaliero, anche il grande talento della vincitrice morale di Amici 2007 ha potuto trovare spazio con una canzone dal sapore retrò, soul e tecnicamente inavvicinabile (vedere infatti le defaillance della prima serata, dovute in gran parte all'emozione), duettata splendidamente anche con Mario Biondi e accompagnata dal grande Burt Bacharach, non so se mi spiego!
Premio: Miglior brano sanremese che non ha funzionato in classifica (ma chissene).

18) Pussycat Dolls feat. A. R. Rahman - "Jai Ho"
Era probabilmente da "Lose Yourself" di Eminem del 2002 che un brano vincitore dell'Oscar come Miglior Canzone Originale non sfondava in classifica: ci volevano le atmosfere indiane per portare alla ribalta un pezzo trascinante e contagioso al punto da far smuovere le bamboline della f**a per farne una riuscitissima "cover" dance.
Premio: Miglior versione americanizzata di una canzone da
film americano-wannabe-bollywoodiano.


17) Whitney Houston - "Million Dollar Bill"
Il ritorno più atteso: nonostante il crack, le botte, gli abusi e le follie da diva, la più grande voce del XX secolo è risorta dalle ceneri (o in questo caso dalle polveri ) e ha riconquistato il posto che le spetta di diritto: la numero uno. E anche se vi ha stazionato poco, nonostante la voce non sia più quella di una volta, che ha il triplo delle concorrenti e bla, bla, bla, la Whitney è sempre la Whitney ed ha sfornato un dignitosissimo album, un comeback su cui nessuno avrebbe scommesso.
Premio: Miglior acuto malgrado il setto nasale corroso dalla cocaina.

16) Gianna Nannini & Giorgia - "Salvami"
La Gianna nazionale incontra l'usignolo Giorgia per un duetto che fonde due tra le voci più belle del panorama italiano. Il risultato non è un capolavoro, manca il "momento brivido" ed il pezzo è ripetitivo, ma comunque piacevole e qualitativamente ineccepibile.
Premio: Miglior dimostrazione che in Italia la classe ed il talento non appartengono alla Pausini.

15) Katy Perry - "Thinking Of You", "Waking Up In Vegas", "Ur So Gay"
Una delle migliori nuove proposte del 2008 ha continuato, anche nell'anno che sta per finire, a sfornare hit e pezzi interessanti, mostrando anche un lato dolce e romantico nella ballad "Thinking Of You". Apprezziamo il carisma e la padronanza del palco, ma vorremmo vederla più in studio di registrazione che come presentatrice agli EMAs (comunque mitica), se non altro per confermare che non si tratti di una meteora.
Premio: Miglior vivacchiamento con il primo album di debutto.

14) Leona Lewis - "Happy"
L'anno scorso era prima nella mia personalissima classifica, stavolta ha perso un po' di mordente ed incisività, anche perché la ricetta è sempre quella: ballatona con acuto e grande intensità.
L'album ha diviso, alcuni pezzi sono interessanti, ma la pecca di Leona è la ripetitività: vorremmo che osasse di più, visto che resta comunque una delle voci migliori di questi tempi.
Premio: Miglior brano con cui cimentarsi e sentirsi appagati, semmai si riesca ad arrivare e tenere la nota al minuto 2:39 e seguenti.

13) Muse - "Uprising"
Anche stavolta i Muse sfornano un pezzo coi fiocchi dall'intro pazzesco (vedere anche Skunk Anansie e Gossip) e con l'inconfondibile melodia che fonde il metal e l'altisonanza della musica classica.
Premio: Miglior brano da momento 'limonage' e petting.

12) Skunk Anansie - "Because Of You"
E chi ci sperava più?
Uno dei gruppi più forti degli anni '90 ha fatto il suo graditissimo ritorno con un brano degno della loro epoca d'oro, al tempo stesso incisivo e potente anche per i tempi odierni.
La voce di Skin non può fare altro che trasmettere tutta la sofferenza ed il dolore per un cambiamento irreversibile, la perdita ed il tradimento causati da una persona (che si credeva) fidata.

Premio: Miglior brano da cantare a squarciagola quando bisogna sfogarsi e prendere a pugni e calci un punching ball con la foto di qualcuno sopra.

11) Jay Z. feat. Alicia Keys - "Empire State Of Mind"
La collaborazione più riuscita dell'anno: rap e soul che si incontrano dando alla luce un brano che resterà negli annali (fa già da colonna sonora al teaser trailer di "Sex & The City 2") per classe e figaggine, un atto d'amore per la città di New York.
La cantante r&b dà un tocco di stile allo strabordante Jay-Z, ormai una multinazionale del tamarro insieme alla mogliettina Beyoncé. E come lei sforna un successo alla settimana.
Premio: Miglior brano da ascoltare in macchina ondeggiando e muovendo la testa a ritmo, magari coi finestrini abbassati.

10) U2 - "Magnificent"
Il titolo dice già tutto: gli U2 come al solito non si smentiscono, dando il meglio di loro con pezzi rock/melodici midtempo in stile "Beautiful Day", conservando la maestria che valorizza al meglio la voce di Bono e la chitarra di The Edge. Una delle loro migliori canzoni degli ultimi 10 anni.
Premio: Miglior garanzia di qualità.

9) Lily Allen - "The Fear", "Not Fair", "Fuck You"
Tripletta micidiale per l'irriverente cantante inglese, che ha perso peso e trovato una vena artistica sorprendente, alternativa e decisamente anni '60.
Ognuno dei pezzi, sboccati e al vetriolo nonostante le sonorità "sbarazzine" ingannevoli, è un tripudio di rancore, denuncia di ipocrisie e maledizioni varie ("Fuck you" è anche diventato un inno contro l'omofobia).
Premio: Miglior occasione per mandare a fanculo in maniera originale e divertita.

8) Agnes - "Release Me"
La Svezia, si sa, è sempre stata prolifica di cantanti dall'irrinunciabile sapore pop da perfetta esportazione. Non fa eccezione l'ultima arrivata, all'anagrafe Agnes Emilia Carlsson, che durante l'anno ci ha fatto ballare con questo brano dance chic e sofisticato, che vanta anche un intro con archi.
Premio: Miglior mix danzereccio-romantico.

7) David Guetta feat. Kelly Rowland - "When Love Takes Over"
Restando in ambito dance, impossibile non menzionare uno dei pezzi migliori dell'anno in ambito discotecaro (e non), che trasmette energia e positività, la cui musica fa inesorabilmente pensare al mare e al sole.
Finalmente Kelly Rowland ha avuto un minimo di visibilità dopo i cori nelle Destiny's Child.
Premio: Miglior canzone dell'estate.

6) Gossip - "Heavy Cross"
Dicevamo, con i Muse e Skunk Anansie, l'intro più cool dell'anno: una scarica di electronic-punk rock da albo d'oro. La voce unica di Beth Ditto confeziona una hit da urlo, che finisce meritatamente (e finalmente) ai primi posti delle classifiche, facendo conoscere il gruppo (in attività dal 1999) anche nei circuiti mainstream, senza perdere un briciolo di estro.
Premio: Miglior brano rock dell'anno.

5) Beyoncé - "Halo"
La caterva di singoli estratti da "I Am... Sasha Fierce", finora l'album migliore della Culoncé, ci ha regalato anche nel 2009 hits a non finire: "Single Ladies", uscita l'anno scorso ma producendo effetti emulativi e premi a pioggia fino a poco tempo fa (e attendiamo ancora i Grammy Awards a febbraio, ben 10 nominations!), ha reso l'artista ancora più popolare ed apprezzata (se si poteva), ma qui il top lo si raggiunge con una stupenda ballad che è probabilmente la più bella canzone d'amore dell'artista texana, ritmata e intimista al tempo stesso.
Premio: Miglior talento ambo i lati, scatenato e lento.

4) Noemi & Fiorella Mannoia - "L'amore Si Odia"
L'anti Giusy Ferreri, altro talento uscito (sconfitto in trasmissione ma non nelle vendite) da X Factor, Noemi collabora con Fiorella Mannoia al brano italiano più bello degli ultimi anni, senza se e senza ma. Semplice, incisivo, potente e malinconico, un testo superbamente "vero" e l'effetto evergreen che già si respira. Perfetto.
Premio: Miglior duetto effetto catarsi.

3) Madonna - "Celebration"
Finalmente!!
Smessi i panni della urban girl, la Regina torna ai fasti dance/queer che tanto piacciono ai suoi gaiosi fan. Velo pietoso sui video che realizza ultimamente, va detto che la versione album del brano è decisamente migliore e meno tamarra rispetto a quella remix.

Adesso deve solo smetterla di fare la ragazzina di 51 anni, mettere più impegno nella realizzazione dei video e continuare su queste (o simili) sonorità, e potrà godere della santità per altri 10-15 anni.
Premio: Miglior brano da ballare in camera al buio seminudi.

2) Black Eyed Peas - "Boom Boom Pow", "I Gotta Feeling", "Meet Me Halfway"
I pisellini dagli occhi neri hanno fatto nuovamente centro, superandosi mostruosamente quest'anno con un album praticamente perfetto, dove ogni canzone può essere una hit assicurata.
Caso più unico che raro, il secondo singolo è migliore del primo: "I Gotta Feeling", rispetto all'elettronica supersonica "Boom Boom Pow", è il brano da 'scazzo' per eccellenza, da caciara totale e folle in disco saltando come pazzi, di buon auspicio per nottati a non finire con gli amici.
Premio: Miglior gruppo da ascoltare la sera mentre ci si prepara per uscire.

1) Lady Gaga - "Poker Face", "Paparazzi", "Bad Romance"
Come poteva essere altrimenti?
Non c'è n'è stato per nessuno nel 2009: la rivelazione assoluta, il tornado che si è abbattuto sul mercato internazionale già l'anno scorso ha sfoderato le sue armi più micidiali e ha colpito in un turbinio febbricitante chiunque in questi ultimi 12 mesi.
L'assoluta protagonista è stata lei: per le sue performance folli, per i suoi vestiti a dir poco eccentrici, per le sue parrucche, le maschere, il sangue, i pianoforti in fiamme, i video favolosi (Madonna guarda e impara!), per tutto ciò che su di lei si è scritto, inventato, vaneggiato. Semplicemente Lady Gaga, un personaggio già nella storia del pop.
Trash, pazza, estrosa, creativa, portentosa, di tutto di più.
Le sue canzoni ci hanno fatto ballare a più non posso, su cubi, gabbie e via dicendo, eliminando qualsiasi inibizione o dignità personale.
Nel bene o nel male, il 2009 è stato l'anno di Joanne Stefanie Germanotta, dalla faccia di poker ad una storia d'amore dannata.
Premi: Miglior Personaggio della Musica Contemporanea, Migliori Coreografie, Miglior Canzone Invernale, Estiva ed Autunnale, Miglior Tormentone, Miglior Trucco, Miglior Video.

FERMI UN GIRO
Quest'anno alcuni artisti non sono riusciti a fare breccia completamente, hanno convinto a metà e, per certi versi, deluso.
- Robbie Williams: "Bodies". Sicuramente cresce con gli ascolti e riporta l'ex Take That alle sonorità degli esordi, ma appunto ci si chiede come mai Robbie abbia scelto per il suo ritorno un pezzo ordinario come questo, che entra in testa comunque ma che non lascia il segno.
- Shakira: "She Wolf". La trashata dell'anno (e non in senso positivo), ha lasciato interdetto più di un fan della cantante colombiana, sottoscritto compreso, incredulo di fronte all'ululato e alla qualità scadente che traspare dal video. Fortunatamente l'album è migliore di così.
- Rihanna: "Russian Roulette". Sarà stato per le botte di Chris Brown, la crisi d'identità o la pressione di mantenere il titolo di pop star più figa del globo, ma stavolta Rihanna ha intrapreso una strada che non sembra completamente sua. Nonostante il pezzo abbia il suo fascino, la cantante delle Barbados dà il meglio di sé nei pezzi più danzerecci, si sa. Qui lascia un po' di amaro in bocca, e in effetti in America ha floppato alla grande.
- Mika: "We are golden". Va bene, canzone ultra orecchiabile, tormentone, stile inconfondibile, ma dopo qualche ascolto stanca, cosa che non accadeva con i precedenti successi come "Grace Kelly" o "Relax, Take it easy". Anche Mika dovrebbe iniziare a guardare verso altri orizzonti per non rimanere fossilizzato in uno stile da cartone animato perenne.
- Alicia Keys: "Doesn't Mean Anything". Lo stile e la classe ci sono sempre, manca però il mordente e l'effetto "No One". Bel pezzo, ma ordinario e senza exploit. Se non fosse stato per il duetto con Jay-Z, sarebbe stata un'annata non felice per Alicia, a corto di numeri uno alle quali ci aveva abituati.
- Elisa: "Ti Vorrei Sollevare". Premettendo che l'album è davvero magnifico, lascia perplessi proprio per questo la scelta del primo singolo, cantato con l'insopportabile Giuliano Sangiorgi, che con i suoi vocalizzi rovina una già banalotta canzone. Si sa che nel mercato italiano bisogna puntare sullo scontato e sul commerciale, però Elisa ci aveva regalato ben altre canzoni in italiano, vedi "Luce" e "Una poesia anche per te".

UPDATE!
BOCCIATI, INEVITABILMENTE.
- Giusy Ferreri: "Il cielo è sempre più blu". L'anno scorso la stimavo, quest'anno ha osato troppo, e l'idea di rifare Rino Gaetano non dovrebbe sfiorare nemmeno la più fine e dotata delle interpreti, figuriamoci lei con quel rospo in gola, che nelle sue canzoni è un conto, ma quando vai a disturbare codesti artisti... E poi mi chiedo: un altro album di cover?? Era necessario?
- Matteo Becucci: "Impossibile". Canzone prefiguratrice, difatti è stato impossibile per il vincitore di X Factor 2 essere cagato minimamente. D'altra parte, con una canzone anonima e "vecchia" come quella non poteva andare diversamente.
- Britney Spears: "3". One, two, three... cioè, ma sul serio???
- Dari, Finley, Lost: qualsiasi canzone abbiano fatto. Non li hanno ancora presi a pesci in faccia e defenestrati?
- Tokio Hotel: "Automatic". Vedi sopra.
- Gigi D'Alessio: qualsiasi canzone abbia fatto. Mi pare ovvio.
- Vasco Rossi: "Ad ogni costo". Avevamo bisogno che la parodia del rocker di Zocca andasse a disturbare persino i Radiohead? Come se avessero qualcosa a che spartire. Di questo passo, l'anno prossimo farà un campionamento del Confutatis Maledictis. PENSIONE!!
- Marco Carta, Luca Napolitano, Valerio Scanu: qualsiasi canzone abbiano fatto. Le ultime due edizioni di Amici ci hanno regalato Alessandra Amoroso, decente vincitrice, e questo trittico di sciagurati e sedicenti "cantanti". Il primo, per giunta, ha anche vinto Sanremo grazie al televoto: ormai le bimbeminkia sono a piede (e cellulare) libero. Rimpiangiamo i tempi dei roghi di piazza.
- Laura Pausini: "Con la musica alla radio", "Non solo lei". La piega della taglia 56 più famosa d'Italia è sempre più spaventosa, adesso si sente anche figa e crede di essere glamour, come nel video in bianco e nero che strizza l'occhio agli anni '60. Facciamole capire che se non ci becca con le canzoni (ormai veramente TUTTE uguali, non è possibile, Venditti in confronto è uno sperimentatore all'avanguardia!), figuriamoci con i looks! E quel pessimo esperimento su Rai2 con Tiziano Ferro ha causato un picco di suicidi sul territorio italiano del 345%. Fortunatamente si ritira per 2 anni, speriamo nel frattempo si dia alle missioni benefiche in Botswana.
- Povia: "Luca era gay". E noi SIAMO un popolo di coglioni, anche artisticamente, visto il premio MOGOL consegnatogli. NO COMMENT! E prepariamoci alla canzone su Eluana. Povera Italia!









mercoledì 16 dicembre 2009

Call me Doc!

Ebbene sì, mi son laureato!!!
Attesa, discussione lampo, ri-attesa, voto, proclamazione, corona d'alloro, foto e brindisi.
Un ottovolante di emozioni che non sto neanche a disquisire, le migliori amiche al mio fianco, di cui una in particolare che mi fa il regalo più inaspettato (ed il più desiderato): BAD ROMANCE all'uscita dall'aula!!!
Abbiamo toccato livelli di divismo e trash mai visti!!!

martedì 17 novembre 2009

Nine part II

Kate Hudson ha una voce davvero interessante. Attendiamo di sapere come se la caveranno la Cruz e la Cotillard (che già cantava in un film ma con la voce di Edith Piaf, quindi non conta).
Ancora due mesi di interminabile attesa...


martedì 10 novembre 2009

(Very) Bad Romance

Questa donna si supera ogni volta!
Vogliamo parlare dell'orso bianco scuoiato (oddio già prevedo lamentele e boicottaggi della P.E.T.A.) e del vestito tempestato d'oro?
Applausi a scena aperta per l'ispirazione da "Alien", gli stivali al minuto 3.27 hanno fatto impallidire anche la Fashionista!!
Certo che quelle pupille dilatate fanno impressione!
DIVINA!!


lunedì 2 novembre 2009

Los Abrazos Rotos

Due cose rimangono allo spettatore dopo la visione dell’ultima pellicola di Almodóvar: le tinte rosso acceso degli abiti di Penélope Cruz ed il suo sguardo dolente.

Il regista manchego dona alla sua attrice feticcio un ruolo che sarebbe stato perfetto per le eroine passionali degli anni ’40 in stile Barbara Stanwyck e Rita Hayworth, ma con le sembianze delicate di Audrey Hepburn. Lei non può fare altro che incarnarlo con inesauribile grazie e soavità.

Attraverso un complesso gioco di intrecci, incastri e flashback, che a tratti ricorda “La mala educación” per i toni noir (ma senza la scabrosità dei temi), il cineasta spagnolo tratteggia con sapienza una storia di amori e vendette, inevitabili all’interno delle sue opere.

La legge del desiderio è infatti la prima e, forse, unica forza che spinge i suoi personaggi a compiere le azioni più scellerate, guidate da impulsi di gelosia e cieca furia amorosa.

La sensazione che tuttavia si ha qui è l’assenza di quella scintilla, viva e pulsante, che ha caratterizzato l’ultima decade del suo periodo “adulto”, da “Tutto su mia madre” fino ad oggi.

Nonostante la bravura degli attori (in primis Cruz, Lluís Homar e Blanca Portillo), l’eccellente fotografia e la struggente colonna sonora, si ha l’impressione che Almodóvar abbia posto un’impenetrabile vetro tra la sua opera e lo spettatore, che impedisce di godere e soffrire in maniera viscerale delle tormentate vicende dei protagonisti.

D’altra parte la barriera che diviene condizione mentale è anche ciò che caratterizza il protagonista maschile con la sua cecità, quindi alla fine ci si chiede se tale effetto non sia stato deliberatamente voluto dal regista, che non lascia mai nulla al caso, come le vivide immagini dei tailleur rosso sangue di Lena/Cruz, delle fotografie strappate sui volti degli amanti e delle radiografie alle fratture ossee, che restituiscono tutta la forza, emotiva e narrativa, di questo suo diciassettesimo lungometraggio, in definitiva una riflessione sul cinema e sul ruolo di chi lo crea.

La devozione alla settima arte è infatti palpabile, dagli omaggi a “Viaggio in Italia” di Rossellini (con la scena del ritrovamento dei due cadaveri abbracciati colti dalla lava, sequenza che ha ispirato il titolo della pellicola) fino a quelli del suo “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, auto-citazione che rende al meglio lo spirito eclettico e variegato di un regista che, anche con un film mediocre (ma non è questo certamente il caso), rimarrà comunque un genio del suo tempo.



L'Isola di Alcatr... , ehm dei Famosi!

È di questi giorni la notizia che il reality show “L’Isola dei famosi 7”, in onda presumibilmente da febbraio 2010, abbia proposto ufficialmente a Graziano Mesina la partecipazione al programma.
Per chi ancora non lo sapesse, il signore in questione vanta un curriculum di “tutto rispetto” all’interno della malavita sarda: specializzato in rapimenti ed omicidi, per il suo ruolo di spicco nel banditismo isolano è stato soprannominato la “primula rossa”.
Ebbene, dopo aver trascorso 40 anni in carcere e quasi 5 in latitanza, ed aver ottenuto nel 2004 la grazia, oggi Mesina, che di anni ne ha 67 ed è tornato un uomo libero, ha accettato di buon grado l’invito al reality condotto da Simona Ventura, se non altro perché, parole sue, “qualche settimana ai Caraibi non mi dispiacerebbe”.
E a chi non piacerebbe farsi una gita spesata in uno degli angoli più ameni del pianeta? Aggiungete i travagliati anni di galera e le continue evasioni, e avrete il quadro completo della profonda sofferenza di quest’uomo che, giustamente, ora ha bisogno di una vacanza.
Ci si sono messi anche i parlamentari ad ostacolare la sua presenza al reality, affermando che sarebbe immorale utilizzare i soldi pubblici per ingaggiare un criminale che si è macchiato di reati ripugnanti come il sequestro di persona (visto che già sono usati per pagare i criminali in Parlamento).
La televisione italiana, o meglio la creatura reality, è arrivata talmente alla frutta da dover includere tra le sue fila ex malviventi oppure si stanno sperimentando nuove frontiere di entertainment ai limiti della legalità? Il caso di Fabrizio Corona sarebbe lampante già di per sé, e di solito l’indignazione è figlia acquisita dell’ipocrisia.
Tuttavia la domanda che sorge spontanea, al di là di qualsiasi bagarre puramente catodica, è: se fossi il familiare di una delle vittime del signor Mesina, novello naufrago sul secondo canale della televisione di Stato, mi sentirei ancora in dovere di pagare il servizio pubblico e, soprattutto, ritenermi rispettato come cittadino? Certo, il telecomando è ancora un mezzo altamente democratico, ma perché a chiudere un occhio deve essere sempre la vittima e non il carnefice?

Julie & Julia



Uno di quei film che hanno la rara capacità di farti riconciliare con il mondo, attraverso la sempiterna maestria e grazia di Meryl.
Genuino, gioioso, delizioso e delicato, un toccasana per l'umore e... la vista (delle pietanze)! Peccato non siano ancora disponibili le sale con profumi ed odori.
Bon appetit!

domenica 4 ottobre 2009

Quando Kennedy incontrò Kruschev

Tale è la levatura di tale evento, per il mondo queer, che difficilmente se ne ricorda uno più importante che riunisce sullo stesso palco, anche se per pochi minuti, la vecchia e la nuova guardia delle icone pop gay (quindi icone a prescindere), facendo esclamare a pieni polmoni: "BRITNEY CHIIIIIIIII???????"


domenica 27 settembre 2009

Five Stages of Grief

Finalmente è ricominciato "Grey's Anatomy"!
La sesta stagione si preannuncia ricca di sconvolgimenti, e già qualcuno abbiamo potuto gustarlo nella fantastica Season Premiere di giovedì, "Good Mourning-GoodBye", che non poteva iniziare in modo migliore (o peggiore, dipende dai punti di vista... povero George!).
Sandra è sempre più brava, come Chandra del resto, mentre Katherine spero resti abbastanza per dimostrare che il suo Emmy nel 2007 non è stato solo un fuoco di paglia. La Ramirez può avere un ottimo potenziale e ha già dato prova di bravura, ma è sottovalutata.
Per quanto riguarda Ellen, la gravidanza l'ha già resa più rotondetta ed iniziano le riprese tattiche per evitare di riprendere il suo pancione. McDreamy e McSteamy... beh, c'è da dire altro??
Ma, a sopresa, il momento più toccante e commovente di questi due primi episodi è riservato al personaggio di Alex, dentro la roulotte con Izzie, che in pochi secondi riesce a trasmettere tutta la rabbia sopita e la paura più atroce per il futuro con la neo-moglie. Preparate i fazzoletti.





sabato 26 settembre 2009

Back & Forth

Se non l'avessi letto non ci avrei creduto!
Praticamente un'altra persona, libera da ogni sorta di trucco, piume, cristalli, gabbie, nidi d'uccello, maschere e qualsivoglia sovrastruttura kitsch di cui si orna puntualmente Lady Gaga.
Che in questo video, quando ancora era semplicemente (?) Stefani Joanne Angelina Germanotta (gli scompensi neuronali le deriveranno da questo), si esibisce in una performance rock in un locale underground con la stessa energia di oggi ma con molto meno sangue.
E deve anche aver seguito una ferrea dieta.






martedì 22 settembre 2009

Che Brutta Gente

Non si sa davvero dove guardare...
I responsabili casting di questo film hanno avuto vita veramente difficile, che enorme sacrificio!
E comunque attingere da Grey's Anatomy (e da Ashton Kutcher) è sempre una sicurezza.
Prossimo candidato a "Miglior Cast che provoca uno scompenso ormonale" (nuova categoria agli Oscar).



lunedì 14 settembre 2009

Genius

Nulla da fare: Lady Gaga è (dopo Madonna, s'intende!), senza alcun dubbio, la più portentosa ed incredibile creatura mediatica del nuovo millennio, che conosce le più importanti regole del marketing e sa come far parlar di sé ogni volta, a prescindere dalle canzoni (che sono tutte super fighe, tra l'altro).
Creando sempre un piccolo scandalo, stavolta ha dato il meglio in una performance già da tutti etichettata come shock (e che sarà mai un po' di sangue, allora Bruno Vespa in prima serata?!?), ma che resterà negli annali delle esibizioni degli Mtv Video Music Awards, dove era forse dai tempi di Madge con la celeberrima "Vogue" in stile XIII secolo che non vedevamo cotanta spettacolarità.
E sa anche cantare dal vivo!



martedì 1 settembre 2009

Non Mi Rassegno

Rimango ancorato alla speranza che, in un tempo non troppo distante, Madonna tornerà a realizzare un video straordinario (Jonas Akerlund, tu che hai diretto "Ray of light", dimmi: ma cos'è sta roba???) come si addice ad una star del suo calibro.
Nel frattempo contentiamoci dei bravissimi (e gradevolissimi) ballerini, delle sue palpatine nella zona sud della Linea Maginot e della sua versione aggiornata del complesso di Edipo (ah ma Jesus non è suo figlio? SONO SPIACENTE!).
P.s.: la figlia cresce bene, tra pochi anni inciderà l'album "Erotica 2: Revenge of the Lourdes".


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venerdì 31 luglio 2009

Aspettando il Video...

The Queen is Back!!
Ed ha abbandonato (fortunatamente) il sound urban/hip-hop, regalandoci l'ennesima hit "sfrantona" da ballare senza pudicizie.
J'adore!!


lunedì 20 luglio 2009

"That's What I'm Talkin' About, Udine!"

Da dove iniziare per riassumere uno dei giorni più emozionanti della mia vita?
Sicuramente dal primo tuffo al cuore (negativo però), avvenuto nel bel mezzo dell'area di servizio "un po' più avanti di Bologna", alle ore 14, sotto il sole cocente, quando la Renault Clio di Andrea, dopo essersi rifornita di Senza verde, decide di non voler ripartire. Pare la batteria, quindi armiamoci di occhi da cerbiatto e chiediamo a chiunque di poter ricaricarla, gentilmente, e senza neanche lo sforzo di prestarci i cavi visto che li avevamo. Si consuma la seguente scena:
Sig.ra inglese: "I don't understand!!"
Sig.re italiano N.1: "Ho fretta!"
Sig.re italiano N.2: "Non posso, ho il Mercedes, ma vi aiuto a spingere!" (...)
Camionista rumeno: "Sì certo, vediamo che si può fare."
Alla faccia di Cota.
E la macchina ripartì, dopo un'oretta però. Ma me la sarei fatta anche a piedi, piuttosto.
Il guaio di questi eventi è che ti sembrano talmente un miraggio che quando succedono tali imprevisti, sei già sull'orlo del precipizio dell'ottimismo. Ma si risale subito, e via!

Arrivo ad Udine alle 18.30, arrivo allo Stadio Friuli (3 minuti in condizioni normali): ore 19.15, parcheggio in strada laterale residenziale, visto che il marasma era lì già da 12 ore buone (qualcuno accampato dalla sera prima, fanatici!!).
Nel momento in cui si parcheggia, arriva LA TELEFONATA (peggio di Samara in "The Ring") a Franco, presa da Andrea visto che lui guidava.
Una sua amica annuncia soavemente: "HO SENTITO ALLA RADIO CHE IL CONCERTO è STATO ANNULLATO!!!"... Andrea si gira verso di noi con la faccia di Anna Wintour alla quale hanno cambiato il photoshoot sulla linea Fall/Winter senza dirglielo.
Momenti di gelo, noi che urliamo istericamente: "MA CHE DICE?? MA SCHERZA VERO??", io che ho la seconda Angina Pectoris della giornata e vedere Madge mi pare sempre più un'utopia.

Stoicamente però non ci diamo per vinti (e vorrei vedere!), anzi, neanche ci pensiamo quasi più, finché nel raggiungere a piedi lo stadio sentiamo un gruppetto di ragazzi che disquisiscono della stessa cosa (loro sapevano anche che erano morte due persone, pare operai), ergo non può essere una bufala al 100%!
Già mi vedevo incatenato ai cancelli con il cartello "SCIOPERO DELLA SETE, fino a quando Madonna non si esibirà!".
Contemporaneamente agogno le bancarelle con le T-Shirts e, giustamente, riflettiamo un attimo dicendo: "Se fanno entrare la gente non può essere annullato!", con il metodo di autoconvincimento stile Schopenhauer.

Comprata l'inestimabile maglietta viola Sticky&Sweet va già meglio, e quando mettiamo piede dentro allo stadio e raggiungiamo il Prato A, l'angoscia e la preoccupazione vengono spazzate via, commentando con spallucce e sufficienza la notizia balorda.
Intorno a noi le specie umane più disparate: coppie giovani, coppie anziane, uomini canuti, ragazzine, famiglie al completo, sfrantone (che te lo dico a fare), di tutto e di più, segno che Madge trascende generi, età ed orientamenti sessuali.
Ci collochiamo sulla sinistra del palco, proprio davanti alla "M" gigante glitterata, pensando che, alla fin fine, nonostante gli inconvenienti, ci è andata di lusso, visto che ci siamo risparmiati l'attesa di ore ed ore sotto 40°C.
Ore 20.00: arriva Paul Oakenfold, il supporter della serata, che col suo pre-show fa ballare l'intero stadio al ritmo degli ultimi successi disco, con i ballerini che scaldano l'atmosfera (e smuovono l'ormone). Già pregustiamo grandi cose. Nel frattempo le tribune si riempiono, la gente si accalca, qualcuno vuol fare il furbo e passare avanti ma noi siamo pronti a fare a borsettate.
L'attesa diventa spasmodica, nel misto tra incredulità e magone allo stomaco, eccitazione e ansia, assistiamo alle ultime prove tecniche dei pannelli e dei riflettori (che adesso emanano tutti una luce fucsia che tramuta lo stadio in un mood camp ineguagliabile), e Andrea rimane folgorato dal tecnico/bodyguard ursino che si palesa sulla passerella per gli ultimi controlli.
Ore 22.00 circa (con quasi mezz'ora di ritardo): ecco che le luci dello stadio vengono spente, rimangono in evidenza le "M" giganti (ora fucsia) e l'enorme cubo posto sul palco, mentre le coriste e la band sono già in posizione.
Parte la musica da intro e proprio dal cubo viene lanciato un filmato: un orologio ("Tick Tock Tick Tock") scandisce il tempo e una pallina da flipper (il concept dello show è un videogame ultra futurista) inizia il percorso tra caramelle, lecca-lecca ed esplosioni caleidoscopiche, in stile "Fabbrica di cioccolato". Lentamente la faccia frontale del cubo si divide in tanti listelli rettangolari che pian piano salgono su, mentre le facce laterali ruotano e si dispongono ai lati, finché la faccia posteriore si gira ed appare LEI.

Emetto un urlo lunghissimo e una palpitazione al cuore (stavolta positiva) sigilla definitivamente il sogno di una vita: vederla dal vivo, lì, ad una manciata di metri è, come diceva Hugh Grant, surreale ma bello. Anzi, fantastico, devo stropicciarmi gli occhi e darmi pizzicotti, è Madonna sul serio!! Qui, nel mio stesso campo visivo, nella mia stessa zona d'aria, nella mia stessa atmosfera!
Siede sul trono, da Queen of Pop quale è, con un bastone in mano, stivali di pelle, body e giacchetta completamente neri, con i capelli biondi raccolti e la sua inconfondibile energia.
Intona "Candy Shop" e la raggiungono 4 dei 12 ballerini, nel frattempo sbucati da sotto al palco e vestiti in marsina e cilindro. Lei urla "CIAO ITALIA!!" e il pubblico si lancia in un boato che riempie le viscere.
Per "The beat goes on" indossa un cilindro bianco, cavalca una Rolls Royce arrivata sul palco con un simil Kanye West sopra ed esclama "That's what I'm talkin' about Udine!!", con noi lieti nel sentire che ha imparato il nome della città.
Prosegue ininterrottamente con "Human Nature" alla chitarra elettrica ed il filmato, ormai cult, alle sue spalle che la mostra bloccata in un ascensore per ore, e alla fine, intonando "I'm not your bitch", si palesa l'immagine di Britney con la sua inconfondibile "It's Britney, bitch!"... Altro boato da record, vabbè.

La versione di "Vogue" (remixata con "4 Minutes", già ballata sabato al Mama) è divina, con le ballerine in costumi color carne e lei che sale sulla pedana che la porta a mezz'aria, mentre alla fine coreografia super sincronizzata con l'intero corpo di ballo e prima uscita per il cambio d'abito.
Parte sui megaschermi il remix di "Die another day", dove il tema è la boxe. Ed infatti arrivano sul palco due ballerini in versione pugile che se le suonano a colpi di acrobazie, salti mortali e spaccate (non sto neanche a rimarcare quanto lei scelga sempre il top del top tra i ballerini, sia a livello di bravura che di appeal estetico), finendo in un ring spuntato magicamente dalla pedana centrale, finché entra in scena nuovamente Madge, in calzoncini rossi, sopra alla postazione in movimento del Dj, con un palo che fa sempre comodo!
È il momento dell'atmosfera giocosa di "Into the groove", performance coloratissima e scatenata, con il salto della corda (notare che a 50 anni ha il fiato e la resistenza di una ventenne) e l'incitamento del pubblico, una profusione di energia (io ero già andato da tempo, praticamente eravamo i 4 che facevano più casino lì intorno!) che viene rintuzzata da "Dress you up" (new entry del tour 2009) nuovamente alla chitarra elettrica, che ora le prende bene si vede.
Si continua poi con "She's not me", uno dei momenti più divertenti: i megaschermi proiettano tutti i suoi vari look (4.590 praticamente), lei si mette un paio di vistosissimi occhiali da sole e gioca col pubblico con mosse e ammiccamenti, fino a quando sulla pedana centrale appaiono 4 ballerine vestite come altrettante lei del passato, precisamente: la vamp di "Material Girl", la sposa di "Like a Virgin", la sexy dominatrix di "Open your heart" e la diva di "Vogue" con il bustier a punta di Jean-Paul Gaultier, che lei maltratta e sfigura (ma bacia in bocca la sposa, tanto per non perdere il tocco trasgressivo), togliendo loro le parrucche e strappandone i vestiti, quasi a dire alle varie pop star che la emulano: "Di Madonna c'è ne una sola!".
Cosicché indossa il velo da sposa e, carponi, raggiunge il palco mentre parte "Last night a Dj saved my life" e tutti i ballerini si palesano per "Music", ennesima versione stupenda per una canzone che, in tutte le salse la metta, è sempre fantastica.

La cosa straordinaria dei concerti e, soprattutto di quelli di tale portata, è che non ricordi bene lo svolgimento, le successioni, la scaletta, sei come in trance e, quando finisce, non ti sei neanche accorto di aver saltato, ballato e urlato per 2 ore intere. Vieni catapultato in un mondo a parte, perdi di lucidità, la tua persona è immersa in una magica montagna russa e tutto scorre alla velocità della luce. Meno male che a settembre esce il dvd!
Durante la performance di "Holiday" è la volta del tributo a Michael Jackson: sullo schermo appare la sua foto da ragazzo ed un ballerino vestito come lui ricrea il moonwalking ed i suoi passi più famosi, mentre il pubblico è in delirio e Madonna esclama: "Let's celebrate the greatest artist that the world has ever known!!" e parte l'inconfondibile beat di "ma ma-se ma ma-sa ma ma-coo sa" e l'intero stadio batte le mani all'unisono. Davvero emozionante.
La parte più originale del concerto è quella gitana, dove viene ricreata sul palco una scenografia da vecchia Europa, con un'orchestrina di attempati, ma bravissimi, suonatori, e Madonna che intona "La isla bonita" (la versione del Live Earth del 2007, che adoro), mentre successivamente una ballerina, in stile danza del ventre, si esibisce in un assolo accompagnate dalle note folkloristiche della band.
Poi è la volta di "You must love me", cantata da Madonna alla chitarra classica, seduta sulla pedana centrale con intorno l'orchestra gitana: è il momento più commovente dello show. A cuore aperto la Divina si rivolge al pubblico rivelando che nel pomeriggio due operai erano morti cadendo da un'impalcatura mentre allestivano il palco per il suo concerto di Marsiglia! Ecco spiegate le voci della cancellazione dello show, ma nella città francese. Lei continua ricordando i loro nomi e cognomi, dicendo di essere vicina alle loro famiglie e, commossa, afferma l'importanza della vita e di ogni suo momento. Vedere Madge con la voce rotta dal pianto è un'esperienza indimenticabile, ed il suo sincero cordoglio fa commuovere l'intero stadio.

Sicuramente una delle performance più suggestive ed emozionanti è stata quella di "Devil wouldn't recognize you": preceduta da un filmato animato in cui una foresta viene spazzata via dalla pioggia incessante, scende sulla pedana centrale il pannello circolare che forma una gabbia dentro la quale appare Madonna che canta sopra ad un pianoforte, con indosso un mantello ed un cappuccio neri, avvolta dalla tempesta, che restituisce un effetto divinamente spettacolare. Accompagnata dai due ballerini cinesi, si libera del mantello e poco dopo canta "Spanish lesson" e "Miles Away", alla chitarra classica, dove si sentiva forse di più la carenza vocale (anche se in 2 ore di show le stecche sono state pochissime), ma ugualmente struggente e bellissima.
Il momento impegnato e "politico" dello show è rappresentato dal video di "Get stupid", remix di "The beat goes on", proiettato in una pausa, dove appaiono i maggiori leader mondiali, cominciando dai dittatori e proseguendo con le figure positive di Madre Teresa, Martin Luther King ed Obama, accolto con grida di entusiasmo da tutti (me in primis), lanciando il messaggio "Your planet needs you now" e mostrando le tragedie che affliggono l'umanità.
La parte finale è un climax senza precedenti: si susseguono "Ray of light", alla chitarra elettrica (simile alla versione del "Confessions Tour"), "Frozen" (altra new entry del 2009, fantastica: l'inizio è nella gabbia-schermo circolare, remixata con "I'm not alone" di Calvin Harris e il ritornello di "Open your heart", che non rovina anzi attualizza e rinnova una delle sue più belle canzoni), "4 Minutes", con i pannelli semovibili che mostravano Justin (purtroppo solo virtuale!) duettare con Madge una delle hit che più ha fatto ballare lo stadio.
Ma è forse con "Like a prayer" che si è superata: mix con "Feels like home", atmosfere apocalittiche, l'occhio di Dio e il suo nome in tutte le lingue, per ribardire che l'unica religione che l'uomo dovrebbe perseguire è "LOVE", l'amore. Plauso alla corista di colore e al suo meraviglioso gospel.

Con "Give it 2 me", il gran finale, assistiamo ad un evento senza precedenti: per la battaglia tra le due ali del pubblico (un must ai suoi concerti), la Regina scende dal palco e va vicino alla folla!! Penso che se fossi stato tra coloro appiccicati alle transenne non sarei più tornato sano di mente a casa... Incredibile!
Pensavo venisse giù lo stadio, il delirio e la follia erano gargantueschi. Questo è lo spirito di una donna che continua a mettersi in discussione, che non si ferma mai, che si scatena, balla, canta e si diverte e fa divertire, sognare e ballare insieme a lei, un animale da palcoscenico come forse pochi o mai ce ne sono stati. La Divina è ancor più divina, ed ha talento ed emozioni da vendere.

Quando rientra nel cubo, esclama "No one's gonna stop me, EVER!! Good NIght!" e le pareti si richiudono proclamando "Game Over", un senso di depressione ci attanaglia, ma siamo talmente soddisfatti, felici, senza un briciolo di voce e stravolti che non riusciamo a realizzare bene cosa sia appena successo. Sappiamo solo che esperienze come queste capitano raramente nella vita, e che la nostra decennale adorazione per Madonna aveva ben donde (soprattutto per me visto che era la prima volta che la vedevo dal vivo, Andrea & Co. sono ormai habitué) e adesso la ascolto con orecchio e cuore completamente diversi.
E come dice Andrea: "Riusciremmo ad immaginare un mondo senza Madonna??" ... Non credo proprio!!

mercoledì 15 luglio 2009

-1

Ancora 24 ore...

4. "Frozen" - 1998 (from "Ray of Light")
"You only see what your eyes want to see
How can life be what you want it to be
You're frozen
When your heart's not open"

Una delle canzoni più famose della Madonna-ultimo decennio, anticipa il pluripremiato (4 Grammy Awards) e, a parer mio, il miglior album mai realizzato dalla Queen of Pop: "Ray of Light", dal quale furono tratte autentiche perle, oltre a questa, come la title-track, "The Power of Goodbye", "Nothing Really Matters" e "Drowned World/Substitute for Love" (vedi dopo).
Ennesimo cambio di rotta, di look, di stile e di sonorità per la camaleontica star, sempre anticipatrice di mode (stavolta i tatuaggi all'henné sulle mani) e di groove all'avanguardia, grazie anche alla collaborazione con William Orbit.
Il risultato è una mistica ballata dark: Madonna mette dentro le sue influenze kabalistiche, new age e, con Chris Cunningham alla regia, realizza un video cult in cui la sua figura si spezza in mille corvi neri ed il gelido deserto attanaglia l'anima.
Da applausi!




3. "Hung Up" - 2005 (from "Confessions on a Dancefloor")

"Time goes by so slowly for those who wait

No time to hesitate
Those who run seem to have all the fun

I'm caught up
I don't know what to do"

Ritorno alle origini della disco, campionamento degli Abba ("Gimme, Gimme, Gimme") e nuovo look anni '70 per un successo clamoroso in tutto il mondo, quando tanti la davano ormai per finita.
Madonna risorge dalle ceneri e fa impazzire tutti sotto alla strobosfera, lanciando un trend che ha riempito le discoteche e fatto ballare anche i più scettici.
Dopo il mediocre (ebbene sì!) "American Life", Madge abbandona le pesanti atmosfere techno-elettroniche per ritrovare un sound più genuino, old school e totalmente inebriante.
Posto speciale nel mio cuore per tutti i ricordi che questo pezzo mi suscita ogni volta, al quale sono legato particolarmente per mille motivi che hanno segnato e scandito il periodo in cui uscì.
Dopo quasi 4 anni ancora mi fa scatenare e l'album "Confessions on a Dancefloor", un lungo viaggio sonoro ininterrotto, resta uno dei più belli della sua carriera, e non è da tutti mettersi in discussione a 50 anni.





2. "Drowned World/Substitute for Love" - 1998 (from "Ray of Light")
"I traded fame for love without a second thought
It all became a silly game
Somethings cannot be bought
I got exactly what I asked for
Wanted it so badly
Running, rushing, back for more
I suffered fools so gladly"

Come ho già detto, il suo migliore album ed anche il più apprezzato dai severi critici, a parer mio insuperabile e (finora) insuperato, "Ray of Light" si apre con questa magnifica canzone: un'analisi lucida che Madonna compie sul proprio passato, sulla sua carriera, per la quale ha sacrificato ogni cosa, che trova adesso la sua ragion d'essere nella nascita della figlia Lourdes, nel cambiamento e nella nuova direzione che intende seguire nella propria vita.
Il brano rispecchia perfettamente la sobrietà, l'intimismo, l'esplorazione viscerale del proprio animo e la ricerca di concretezza e profondità che fanno da fil rouge e permeano l'intero album.
Bellissime le liriche, dure, spietate senza serbare rancori o mostrare rimorsi, e sicuramente d'effetto anche il video che le accompagna, metafora del successo soffocante: la fuga dai paparazzi e dai falsi ammiratori, sentirsi soli in una stanza piena di gente ed il ritorno a casa per stringere tra le braccia la propria figlia.
Mai gravidanza fu tanto proficua!





1. "Vogue" - 1990 (from "I'm Breathless")
"When all else fails and you long to be
Something better than you are today
I know a place where you can get away
It's called a dance floor, and here's what it's for, so
Come on, Vogue!"


Più che una canzone, uno stile di vita, un'attitudine, un'esplosione camp!
Con questo brano Madonna porta alla ribalta un tipo di ballo, il vogueing, al tempo molto diffuso nei locali gay, che consisteva nell'imitare le pose plastiche dei modelli e modelle dell'arcifamosa rivista di moda "Vogue", appunto.
STRIKE A POSE! è diventato l'inno divistico/queer per eccellenza (e non per niente la canzone è stata inserita nel film "Il Diavolo veste Prada", volevo ben dire!).
Travolto da piccolo da quest'ondata di ritmo irrefrenabile, da allora la canzone è diventata un tormentone, una passione, una frenesia liberatoria per scatenarsi e capire che "la bellezza è dove la si trova" e che si deve essere se stessi in ogni circostanza, meglio se sulla pista da ballo, ovviamente.
Sarà anche per il favoloso mini-rap in cui Madge rievoca i più importanti attori e attrici del passato, come Greta Garbo, la Monroe, Bette Davis e Marlon Brando, omaggio alle stelle dell'Hollywood dei tempi d'oro a cui tanto lei si è ispirata, soprattutto in quegli anni.
Un tripudio di danze, divismo, paillettes, piume, corpetti e ciprie: questo, e molto di più, nell'azzeccatissimo video, uno dei più belli dell'artista, realizzato dal sempre fedele David Fincher, che si aggiudicò 3 Mtv Video Music Awards (regia, montaggio e fotografia) e rimane un cult per il popolo gay e non, anche per le atmosfere anni '30 che vi si respirano (e per i ballerini che vi appaiono!).
Vince il ritmo travolgente, quindi, ma sofisticato, un brano che riassume splendidamente lo spirito e il talento indiscusso della Regina.
E nel caleidoscopio dei generi, Madonna è sicuramente impossibile da catalogare o classificare, quindi chiedo venia se sono rimaste fuori tante, troppe altre canzoni.

WHAT ARE YOU LOOKING AT??


martedì 14 luglio 2009

-2

Prosegue la top10 madonnara:

7. "Live to Tell" - 1986 (from "True Blue")
"A man can tell a thousand lies
I've learned my lesson well
Hope I live to tell
The secret I have learned, 'till then
It will burn inside of me"

Primo singolo tratto dal fortunatissimo "True Blue", che resta a tutt'oggi l'album di inediti più venduto della Regina del Pop (ben 22.700.000 copie).
La ballad è una delle più intense mai scritte ed interpretate da Madonna, ed il suo significato più profondo e mistico viene perfettamente a galla nell'indimenticabile, controversa e ormai cult performance del "Confessions Tour" sulla croce di Swarovski con la corona di spine, al fine di veicolare il messaggio per salvare l'Africa dalla piaga dell'Aids.
Originariamente la canzone faceva parte della colonna sonora del film "A distanza ravvicinata", con l'allora marito di Madge, Sean Penn.





6. "Express Yourself" - 1989 (from "Like a Prayer")
"You deserve the best in life
so if the time isn't right then move on
Second best is never enough
you'll do much better baby on you own"

Contagioso, trascinante e liberatorio inno femminista, la canzone è tratta dall'acclamato album "Like a Prayer", che esplorava lati intimi di Madonna come il divorzio (da Sean Penn), la morte della madre ed il difficile rapporto col padre Tony.
Memorabile (ed emulatissima!) la coreografia con lei nei panni di un "manager" che termina con la "strizzata del pacco" tipica degli uomini di potere, mentre i maschi (biologici) sono tutti operai, sudati e sottomessi.
Altro video diretto da quel geniaccio di David Fincher (ispirato al film "Metropolis" di Fritz Lang, per le atmosfere futuristiche/decadenti), vinse 3 Mtv Video Music Awards e si posizionò al primo posto come il video più costoso della storia (spodestato in seguito da "Scream" di Michael e Janet Jackson).


5. "Secret" - 1994 (from "Bedtime Stories")
"Things haven't been the same
Since you came into my life
You found a way to touch my soul
And I'm never, ever, ever gonna let it go
Happiness lies in your own hand
It took me much too long to understand
How it could be
Until you shared your secret with me"

Probabilmente la ballad più struggente e riuscita di Madonna, semplice ed efficace, piena di emozioni intense.
Con venature soul e l'influenza di Babyface all'interno dell'album, la Regina del Pop sveste i panni della provocatrice/dominatrix per assumere quelli più intimisti, sobri e maturi della Diva sofisticata quale ormai è: di lì a poco, infatti, avrebbe interpretato il ruolo di Evita Perón nel musical omonimo.
Niente con lei è lasciato al caso.